Marketing telefonico e pubblicità indesiderata

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Marketing telefonico e pubblicità indesiderata
 
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TELEFONIA E PRIVACY

Come tutelarsi dal marketing telefonico

Chi di noi non è stato disturbato dallo squillo del telefono durante la cena e alla risposta ha sentito la voce di qualcuno che, senza identificarsi, chiedeva un paio di minuti di attenzione per illustrare un’offerta di telefonia? E chi di noi per gentilezza ed educazione, non è stato ad ascoltare declinando l’offerta solo alla fine della telefonata o comunicando che ci avrebbe pensato e avrebbe deciso solo dopo aver preso visione del materiale cartaceo? Da anni ormai le famiglie trentine (ma non solo!), vengono bombardate da società di marketing che effettuano vendite a distanza di prodotti telefonici per conto di grandi compagnie telefoniche come Telecom Italia, Infostrada, Teletu, Fastweb, Vodafone, per citare le più frequenti per non parlare delle più recenti campagne delle società di energia e gas.

Come difendersi? Il primo passo

Qualora il marketing telefonico non sia gradito, la persona contattata avrebbe diritto secondo un Provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali del 2006, ad opporsi IMMEDIATAMENTE all’utilizzo dei propri dati. Il call center che ci ha chiamato dovrebbe registrare per iscritto tale volontà manifestata ed adottare contestualmente idonee procedure affinché venga rispettata, Qualora avvenisse di nuovo, il responsabile potrà essere penalmente punibile. L’operatore di marketing, inoltre, deve indicare da chi e come ha avuto notizia dei nostri dati già nel corso della chiamata. E’ vostro diritto conoscerne la provenienza. Il Garante ha suggerito una frase che possiamo comunicare all’operatore: “Le ricordo che Lei deve registrare la mia volontà di non ricevere altre comunicazioni promozionali, come stabilito dal Garante. Se la mia volontà non viene rispettata, il trattamento dei miei dati è illecito e comporta sanzioni penali”.
Il più delle volte però, esperienza insegna, che questa modalità non porta ad alcun risultato e pare che nonostante il provvedimento, il fenomeno non si sia ridotto significativamente. Vediamo dunque il …

...secondo passo


L’operatore che ci chiama a casa per offerte commerciali (o per qualsiasi altro scopo), su nostra richiesta, deve comunicarci da quale banca dati provengono i nostri dati personali. Partendo da qui, abbiamo modo di risalire al consenso che eventualmente abbiamo dato al trattamento dei dati, anche a scopi commerciali. A questo punto è naturale porsi una domanda. A chi avremmo dato il nostro consenso e da dove hanno preso i nostri dati?
Oltre a tutte le aziende con cui intratteniamo un rapporto in cui è necessaria la nostra autorizzazione per l’elaborazione dei dati finalizzati al servizio stesso (vd. banche, aziende del gas, aziende elettrica, ecc.), di norma, i nostri dati usati per il marketing telefonico vengono attinti alle informazioni che compaiono sull’elenco, ovvero gli elenchi pubblici (ad esempio le più conosciute PAGINE BIANCHE, non più di pertinenza Telecom Italia ma gestite da una società che si chiama “SEAT Pagine Gialle S.p.A”). In questo caso, gli operatori sono legittimati a chiamarci solo se abbiamo dato il consenso all’utilizzo dei dati per ricevere da parte di terzi, informazioni commerciali, materiale pubblicitario o per essere contattati ai fini di vendita diretta o ricerche di mercato. Si ricorda inoltre che l’operatore ha l’obbligo di chiamare solo con un’utenza in chiaro ovvero sono vietate le chiamate con numero riservato ed avrà l’obbligo di informare il consumatore che ha il diritto di opporsi a futuri contatti iscrivendosi al Registro delle Opposizioni, un servizio per gli abbonati il cui numero è presente negli elenchi telefonici pubblici, che decide di non voler più ricevere telefonate per scopi commerciali o di ricerche di mercato (vedi in questa sezione "Marketing telefonico".
Su tutto ciò dovrà vigilare il Garante per la privacy che ha però solo poteri interdittivi e sanzionatori.

Come modificare il nostro consenso quando i dati non derivano dagli elenchi telefonici pubblici?


Ciascun abbonato, può esercitare i diritti, ai sensi dell’art. 7 D.Lgs. 196/03 (Codice della Privacy) tra cui il diritto di ottenere conferma dell’esistenza dei suoi dati personali, di conoscere le modalità di trattamento, di chiedere l’aggiornamento, l’integrazione, la loro cancellazione o la trasformazione in forma anonima o di opporsi al trattamento mandando una raccomandata al proprio operatore telefonico.
Riassumendo:
  1. Quando instauriamo un nuovo rapporto contrattuale con qualsiasi Società e siamo già iscritti al Registro Pubblico delle Opposizioni, dovremo sicuramente compilare un modulo apposito per dare il nostro consenso al trattamento dei dati personali: è il momento di fare maggior attenzione! Dobbiamo dare il consenso solo all’utilizzo dei dati per le operazioni strettamente necessarie al servizio richiesto, mentre possiamo negare il consenso per il trasferimento dei dati a terzi per qualsiasi scopo pubblicitario;
  2. In un secondo momento poi, è possibile richiedere, (sempre per tramite del nostro operatore in forma scritta e intestando la lettera al “Responsabile del trattamento dei dati personali”), alla società di gestione dell’elenco pubblico di non pubblicare più i nostri dati o di pubblicarli in forma diversa o di revocare l’autorizzazione fornita in precedenza per ricevere offerte commerciali. I dati dovranno essere eliminati gratuitamente ed immediatamente dagli elenchi on-line e, con tempistiche diverse, da quelli cartacei;
  3. Gli operatori durante la telefonata, anche senza nostra richiesta, devono indicare con precisione l’origine dei dati, permettendoci di identificare la banca dati di provenienza;
  4. Se riscontriamo che l’operatore sta utilizzando illegittimamente i nostri dati, prendiamo nota della società e segnaliamo l’accaduto al Garante per la protezione dei dati personali, Via Montecitorio, 121, 00186 ROMA.
Riferimenti normativi
  1. D.Lgs. 196/03 Codice della Privacy
  2. D.lgs 146/07 Decreto legislativo sulle pratiche commerciali scorrette che se applicato in modo efficace (non è ancora così, purtroppo!), non potremmo più essere disturbati da continue telefonate invasive. Il Decreto, inoltre, vede rafforzate le competenze dell’Autorità garante della Concorrenza e del mercato e aumentate le sanzioni con multe da 5.000,00 a 500.000,00 Euro.
Pagine web di riferimento

www.garanteprivacy.it
www.agcom.it
www.agcm.it

Foglio info TC04
Situazione al 04.11.2014
 
 

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